Benvenuti nell’era dell’edonismo, dove la felicità passa dall’apparenza.

Gli anni ’80, indimenticati e gloriosi, iniziano all’insegna di una bellezza florida, che non ha paura di osare.

Il repubblicano Ronald Reagan diventa presidente degli Stati Uniti, in Svizzera viene aperta la Galleria stradale del San Gottardo e il gruppo australiano degli AC/DC pubblica “Back in Black”, destinato a diventare il secondo album più venduto della storia della musica.

Cosmetica Italia adegua ritmo e gusti a cosmetici e accessori che si fanno sempre più audaci.

Lacche per cotonare i capelli, spazzole per gonfiare frange e ricci, tinture. Smalti dai colori insoliti, ombretti che tendono al fluo, rossetti inediti.

Obiettivo numero uno: non passare inosservati.

Obiettivo numero due: divertirsi.

E così, mentre nell’Iran di Khomeini vengono proibiti gli scacchi e la Russia sferra un duro attacco contro le carte, colpevoli di distrarre da film e libri, nel Giappone patria di giochi e videogiochi viene lanciato sul mercato il mito dei miti: Pac-Man.

La creatura tonda e gialla deve “mangiare” i puntini e schivare i fantasmi; nelle sale giochi di tutta Italia, dalla città alla provincia, bastano 100 lire per vivere un’avventura a pochi pixel.

Si gioca per strada con il Super Tele, il pallone iconico, o con il Tango se si è più fortunati, perché decisamente di miglior fattura.

Nelle case della Penisola stanno per entrare i cartoni animati che hanno fatto la storia, e i giochi in scatola che oggi costituiscono il grande patrimonio di memorabilia dei nostri garage: Indovina chi, Forza 4, Gira la moda.

Giocano i piccoli, e giocano i grandi. Perché, come diceva lo scrittore George Bernard Shaw, “L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”.

Cosmetica Italia. 50 anni di storia e un finale ancora tutto da scrivere. Insieme.