A gennaio, la terra trema nel Mar dei Caraibi. Un violento terremoto colpisce Haiti lasciando una nazione già poverissima in estrema emergenza.

La vuvuzela, strumento fino a questo momento sconosciuto ai più, con i Mondiali del Sudafrica si diffonde dagli spalti alle spiagge.

Con la controversa pubblicazione del primo video di Wikileaks relativo a un episodio della guerra americana in Iraq, Julian Assange inizia a diffondere file segreti del governo.

E mentre in Europa i Paesi più in crisi – Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda – portano l’Unione a intervenire come rete di protezione, tutto il mondo guarda con curiosità a ciò che sta succedendo nel mondo arabo.

Sidi Bouzid, Tunisia. Mohamed Bouazizi ha ventisei anni e un diploma in tasca, ma non trova lavoro. Decide allora di fare il venditore ambulante di frutta e verdura, ed entra in un vortice di minacce e soprusi da parte del governo del dittatore Ben Ali.

Un giorno, la polizia gli sequestra la bancarella, e lui, per protestare, si dà fuoco. Il gesto disperato di un giovane innesca, come un grande grido di libertà, la Primavera Araba.

Nei mesi successivi, tutto è cambiato: dalla cattura di Gheddafi in Libia alla lunga e sanguinosa guerra in Siria, passando per i diversi attentati che hanno segnato l’Occidente.

Eppure, il mondo arabo è molto altro rispetto a tutto questo. È una cultura millenaria.

Numeri, astronomia, architettura, poesia: secoli di tradizione che hanno influenzato le nostre conoscenze e contribuito a formare il nostro pensiero.

E al di là delle polemiche sul velo, la bellezza orientale ha da sempre rappresentato un mito, fatto di mistero e tesori nascosti.

Le donne arabe hanno segreti di bellezza che tramandano alle loro figlie, sono sempre perfettamente truccate, curano la depilazione con attenzione maniacale e decorano il loro corpo.

Lo fanno per se stesse, per esprimere la loro identità. Oltre la seduzione, oltre lo stereotipo.

Cosmetica Italia. 50 anni di storia e un finale ancora tutto da scrivere. Insieme.